POMPE DI BENZINA, POMPA, PISTOLA, DISTRIBUTORE, DIESEL, SENZA PIOMBO, CARBURANTE, CARBURANTI, RIFORNIMENTO, STAZIONE DI SERVIZIO
Nel primo giorno di validità del decreto che taglia le accise sul gasolio di 17 centesimi (fino al 6 agosto), i primi effetti producono un freno al rialzo dei prezzi alla pompa. L’osservatorio del Mimit rileva, infatti, un calo di 5 centesimi sul diesel in modalità self (2,180 euro al litro sulla rete stradale e 2,250 euro in autostrada). Troppo poco per opposizioni e alcune associazioni dei consumatori.
Di “effetto quasi nullo” parla l’Unc, perché “il taglio delle accise sul gasolio per ora non ha prodotto alcun concreto beneficio agli automobilisti, dato che come al solito compagnie petrolifere e distributori se la prendono molto comoda per adeguare al ribasso”. Per il Codacons gli effetti si vedranno solo dal 30 luglio, ma fonti del Mef ribadiscono che il decreto è in vigore dalla mezzanotte e, dunque, pienamente operativo. Dall’Aduc, invece, lamentano il taglio lineare dell’esecutivo: “Continuerà ad avvantaggiare tutti i consumatori, inclusi quelli più ricchi. Il governo ha deciso di non seguire le indicazioni Ue per tagli proporzionali ai redditi dei consumatori”, ma soprattutto le misure non sono affiancate da “politiche di scoraggiamento dei consumi e incentivi di fonti alternative”.
Anche il dibattito politico si infiamma, con il Pd che definisce “pannicello caldo” il testo varato dal Cdm. “Altro che tempestività: questo governo non affronta l’emergenza, la insegue col fiatone – attacca il responsabile economico dei dem, Antonio Misiani -. È un esecutivo in debito di ossigeno, che naviga a vista e spera che il problema si risolva da solo”. Per Nicola Fratoianni (Avs) “uno sconto di 17 centesimi solo sul diesel e solo fino al 6 agosto è un vero e proprio insulto all’intelligenza dei cittadini, tartassati dal costi dei carburanti”.
Dalla maggioranza è il leghista Alberto Gusmeroli a lanciare una proposta. “La riduzione di 17 centesimi al litro per il prezzo del gasolio è un primo passo”, premette il presidente della commissione Attività produttive della Camera. Nel prossimo Cdm già fissato per il 4 agosto, suggerisce Gusmeroli, “si potrà intervenire in modo più importante, qualora la situazione geopolitica lo rendesse necessario e sulla scorta dei maggiori introiti maturati nella seconda quindicina di luglio, che ha visto un importante rialzo dei prezzi del petrolio. Poiché l’aumento del costo dei carburanti si scarica sui consumi, è necessario intervenire fortemente per evitare la crescita dei prezzi e dell’inflazione”.
Dal mondo delle imprese, però, arrivano segnali positivi. Unatras plaude all’iniziativa di Palazzo Chigi: “Il governo e il ministro Matteo Salvini hanno mantenuto gli impegni. Ora – afferma il presidente, Paolo Uggè – è fondamentale che il cronoprogramma concordato nell’ultimo incontro al Mit venga rispettato senza alcun ritardo”, perché le aziende “hanno bisogno di certezze e tempi rapidi, non di ulteriori rinvii”.
Nel frattempo va avanti il monitoraggio delle oscillazioni di prezzo medio della benzina, che aumenta di 1 centesimo sulla rete nazionale, arrivando a 1,986 euro al litro, e di 3 centesimi sulle autostrade (2,074 euro al litro). Secondo i dati dell’Osservatorio carburanti del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, nella settimana dal 20 al 26 luglio il prezzo della benzina è salito del 2,6%, mentre quello del gasolio di 5,02 punti percentuali. Cifre che fanno tenere la soglia di allarme sempre molto alta.
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