“Dopo un periodo di crescita al potenziale e di inflazione in linea con l’obiettivo, le prospettive per l’area dell’euro si sono indebolite. Si prevede che la guerra in Medio Oriente rappresenti uno shock negativo sull’offerta, consistente ma temporaneo, che indebolisce la fiducia e inasprisce le condizioni finanziarie, con impatti temporanei sull’inflazione”. Lo rileva il Fondo Monetario Internazionale secondo cui le ultime proiezioni dello staff, aggiornate dopo il World Economic Outlook di aprile per riflettere le perturbazioni più persistenti dell’approvvigionamento energetico, indicano una crescita dello 0,9% nel 2026 e dell’1,2% nel 2027, inferiori alle stime prebelliche di 0,5 e 0,2 punti percentuali, mentre l’inflazione complessiva dovrebbe salire al 2,8% e al 2,3%, al di sopra delle stime prebelliche rispettivamente di 0,8 e 0,4 punti percentuali.
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