L’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto dovrà sospendere le attività produttive entro 90 giorni. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Milano, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini che chiedevano di fermare il sito per la presenza di amianto, oltre ad “accertare e dichiarare che il provvedimento di AIA rilasciato in data 25 luglio 2025 viola il diritto comunitario pertinente”, anche “nel punto che riguarda l’autorizzazione a continuare l’attività senza la previa rimozione di tutto l’amianto dagli altoforni”. Inoltre, il pronunciamento dei giudici meneghini confermano “il decreto in punto di rigetto della domanda di abbattimento delle emissioni di Co2 dallo stabilimento”.
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