Quello di Gaza sarà “un piano di ricostruzione ambizioso, che impegnerà almeno un decennio” e “deve vedere la messa in campo di un progetto italiano coordinato dal governo, inserito in un grande progetto europeo. I Paesi arabi avranno un ruolo fondamentale e dovrà avere un ruolo l’Italia, storicamente percepita come amichevole e affidabile. I palestinesi non hanno pregiudizi e sembra che Israele sia d’accordo sull’entrata dell’Italia nel board di transizione”. Lo dice Marco Minniti, ex ministro dell’Interno sotto il governo Gentiloni. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge ancora sul ruolo che possono avere aziende come Leonardo, Eni, Cdp, Enel, e Fincantieri: “Noi possiamo giocarci la presenza dei grandi player economici italiani, dall’energia alle rinnovabili. Il tema è costruire le condizioni perché la popolazione di Gaza rimanga a Gaza, l’opposto del Piano Riviera per fortuna accantonato. Sarebbe straordinario lavorare con i palestinesi per ricostruire un’autosufficienza alimentare, dopo che la fame è stata utilizzata come arma”.
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