All’Europa “non serve una OpenAI europea, ma adottare l’intelligenza artificiale e la robotica più velocemente di tutti nelle industrie in cui è già più forte”. Come riporta il Corriere della Sera, lo dice Andrea Pignataro, fondatore del gruppo dei dati finanziari Ion che in Italia controlla Cerved, Cedacri e Prelios. “Il collo di bottiglia europeo non è l’invenzione, ma la diffusione — osserva Pignataro — e la diffusione si può accelerare subito con politiche e capitale”, aggiunge. Sotto il primo profilo, Pignataro auspica misure sul modello del piano italiano Industria 4.0, ma con incentivi stabili e a beneficio non solo delle macchine ma anche delle competenze. “Ogni Paese dovrebbe introdurre pacchetti fiscali per incentivare un’adozione rapida e premiare i risultati in termini di produttività — spiega — va incentivata l’adozione reale in misura inversamente proporzionale al tempo: tanto più velocemente si raggiungono i risultati (quota di processi automatizzati, ore-agente etc.), tanto maggiore deve esser l’incentivo su un arco di cinque anni”. Quanto ai capitali, Pignataro ha sottoliena che “l’Europa è stata finanziata principalmente dalle banche”, ma oggi la dimensione degli investimenti richiesti per l’Ai è tale che occorre coinvolgere anche altri creditori, a cominciare dai fondi di private debt.
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