“L’America innova, la Cina copia, l’Europa regolamenta. Nel mondo della tecnologia lo senti dire di continuo e c’è del vero. Ma è una foto statica. Le cose cambiano rapidamente: fra tre anni la Cina non avrà più bisogno di copiare e la straordinaria accelerazione delle capacità computazionali offerta dai nuovi microprocessori darà all’Europa, già dal prossimo anno, l’occasione per recuperare terreno” Così il fondatore di iGenius (start-up che supera il valore di un miliardo di dollari), Uljan Sharka. In una intervista a Il Corriere della Sera spiega: “Al Sud abbiamo trovato condizioni favorevoli, come energia da fonti rinnovabili non assorbita dalle imprese locali. Coi nuovi processori il balzo in avanti è impressionate: 30 volte più potenti, con un consumo di energia 25 volte più basso. Avremo circa cento volte la potenza del computer europeo oggi più performante. In concreto: con Colosseum, iGenius potrà realizzare applicazioni molto avanzate di AI in aree che richiedono la massima affidabilità e precisione, dalla sanità al settore pubblico. Sarà un vero cambio di paradigma”. Sharka poi aggiunge che “l’accelerazione tecnologica e il consolidamento che ci sarà nell’industria Usa apriranno spazi all’Europa che può costruire un’alternativa sulle sue caratteristiche anche politiche e culturali. Compresa la capacità di regolamentare. Così come Apple, l’Europa può sviluppare un modello alternativo. Magari non migliore ma attraente perché basato sulla fiducia: un fattore sempre più importante. L’utente può scegliere un modello europeo perché più protetto: affidabilità che può compensare anche qualche ritardo. E abbiamo pur sempre il 35% del mercato mondiale”.
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