“Trump e l’Iran. L’obiettivo è corretto. L’esecuzione incontra limiti oggettivi. I rischi non mancano. L’obiettivo. Impedire che Teheran si doti dell’arma nucleare, che usi i suoi proxy per destabilizzare il Medio Oriente e che minacci Israele con i suoi missili è indispensabile per rafforzare la nostra sicurezza. Non c’è assetto regionale stabile, senza sicurezza per il popolo israeliano e senza prospettiva statale per quello palestinese. L’Iran è l’ostacolo”. Lo scrive in un suo intervento sul Corriere della Sera l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri NexTech e direttore del Geopolitical Risk Observatory della Luiss. “Il ruolo americano nella regione è insostituibile: o Washington si impegna direttamente o cerca di promuovere un assetto basato su equilibri regionali – si legge ancora -. Obama aveva scelto la seconda opzione: neutralizzare il nucleare iraniano per via negoziale e affidare la regione al bilanciamento tra un Iran reso meno contundente e l’Arabia Saudita. Trump oscilla. Teheran e Hamas hanno sabotato il suo tentativo di riassestare la regione intorno agli accordi di Abramo. Israele ha quindi scelto la via militare per la propria sicurezza. Lui ha finito per convincersi — complice Netanyahu — che le armi possono davvero risolvere il nodo iraniano. Salvo ritrovarsi a negoziare con l’Iran come Obama e non sul nucleare, ma su Hormuz, leva di ricatto dei pasdaran”.
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