“Le possibili evoluzioni di questa crisi partono da un presupposto, e cioè che al centro di ogni ipotesi di soluzione vi sono i Paesi Gcc e che la loro unità di intenti costituisce il vero centro di gravità di questo conflitto. Dal punto di vista strategico si trovano infatti tra due priorità opposte: da un lato l’Iran, che adotta una strategia aggressiva volta a sottrarli all’orbita di interessi americana mediante le azioni militari, il controllo diretto e indiretto di due stretti marittimi e un dialogo diplomatico selettivo. Dall’altro gli Usa, che auspicano la normalizzazione dei loro rapporti diplomatici, ognuno di loro, con Israele”. Lo dice Luigi di Maio, Rappresentante Speciale dell’Unione europea per la Regione del Golfo, in audizione in Commissione Esteri della Camera sulla crisi nel Golfo Persico e sugli equilibri geopolitici in Medio Oriente.
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