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Iran, gen. Tricarico: Sigonella? Serve linea europea per evitare altri episodi

“Prima regola: sulle basi militari condivise con gli americani non bisogna mai abbassare la guardia. È vero, ci sono gli accordi, ma — non per sfiducia — serve la massima attenzione perché non è detto che tutti gli equipaggi degli aerei statunitensi ne siano al corrente”. Così il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica dal 2004 al 2006, alla fine degli anni Novanta vice comandante della forza multinazionale impiegata nel conflitto nei Balcani. In un dialogo con il Corriere della Sera spiega le regole su Sigonella: “Davanti a dubbi interpretativi bisogna rapportare ogni comportamento delle forze Usa al Nato Sofa, lo Status of forces agreement, l’accordo del 1951 che chiarisce le competenze degli Stati Uniti nell’ambito dell’Alleanza atlantica. In altre basi italiane sono in vigore anche patti bilaterali, ma qui no. A Sigonella ci sono due tipi di reparti: quelli stanziali sotto la sorveglianza italiana, con un nostro comandante che ha il controllo della situazione rapportandosi con il suo alter ego americano. Magari non in modo ossessivo, ma sempre con molta attenzione su tutto”, aggiunge. E poi: “E poi quelli non stanziali, per i quali la base può fungere per esempio da scalo tecnico. In questo caso il nostro comandante deve conoscere tutti i piani di volo, valutare le autorizzazioni di sorvolo e atterraggio, attivare la catena di comando. Se sono in ambito Nato non c’è bisogno di avere ulteriori permessi, altrimenti sì. Ma allo stesso tempo bisogna anche dire che è impensabile che governo e Parlamento diano autorizzazioni quotidiane su ogni singolo volo”. Infine sulla volontà di Trump di uscire dalla Nato: “Come italiani li abbiamo sempre accolti con grande spirito di amicizia, ma quando interviene la politica tutto si complica. La verità è che dobbiamo abituarci a un loro progressivo disimpegno in Europa: è importante che avvenga senza fragilità che pagheremmo care”. Infine: “Il vero problema è se un giorno tutta l’Europa dovesse inibire agli Stati Uniti le basi che ora hanno a disposizione. Un mood comune esiste, certo non estremo come in Spagna, ma si potrebbe assumere una posizione intermedia in modo da evitare inconvenienti come a Sigonella”.

redazione

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