“Prendiamo l’urea, il fertilizzante più utilizzato in questo periodo per le colture di cereali, mais e soia, che nel nostro Paese contano su grandi superfici: siamo passati dai 500 euro a tonnellata di gennaio-febbraio a 800. A fine anno era sui 400 euro”. Lo dice Pierluigi Sassi, amministratore delegato di Timac Agro, società che produce fertilizzanti, due sedi in Italia (Cremona e Barletta) parte della galassia Roullier, multinazionale francese da tre miliardi di euro di ricavi, attività in 60 paesi e oltre 11mila dipendenti. In una intervista a Repubblica spiega: “I rincari arrivano in un momento delicato della campagna agraria. I campi di grano non possono più aspettare un’eventuale discesa dei prezzi, quindi gli agricoltori stanno già sopportando un incremento dei costi. Per i fertilizzanti destinati a soia e mais, invece, il margine è di poche settimane”. L’Europa ha lanciato un allarme carestia per l’anno prossimo: “Non mi sembra esagerato – evidenzia-. Ci sono tutti gli elementi perché si realizzi, se la situazione non cambia. Qui siamo davanti a una tempesta perfetta”. Poi aggiunge: “Le dimensioni del nostro gruppo ci consentono di avere le spalle coperte con gli stock di magazzino. E non abbiamo aumentato i prezzi grazie a materie prime acquistate in passato a condizioni più vantaggiose, però prima o poi gli stock finiscono”.
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