“Il Medio Oriente sta vivendo la più grande crisi della sua esistenza”. Così lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun. “La guerra continuerà”, dice in un colloquio con La Stampa, sostenendo che “un regime può cadere solo a causa del suo popolo”. Per questo “Israele ha fatto uno sbaglio pensando di eliminarlo con un attacco”, aggiunge Ben Jelloun. E ancora: “Israele pensava che attaccare l’Iran sarebbe stato facile, ma alla fine si è reso conto che la Persia non è come il resto del mondo arabo. Si tratta di una grande civiltà, con un regime dittatoriale ben strutturato e saldamente installato al potere, che riesce a resistere reprimendo nel sangue ogni rivolta. È una vera dittatura”. Quanto agli Stati Uniti: “L’America è stata trascinata da Netanyahu in questa guerra. Donald Trump non aveva una strategia, per questo ha attaccato in modo disordinato. Il premier israeliano, invece, ha un piano, che consiste nel mettere fine all’Iran, che minaccia l’esistenza del suo Paese. Stati Uniti e Israele non hanno la stessa visione di questa guerra”.
La crisi in Medio Oriente farà aumentare di almeno 39 miliardi di dollari nel 2026…
Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha riferito di "grandi" divergenze con Vladimir Putin,…
"l’Italia sostiene da tempo che bisogna designare al più presto, e in modo condiviso, una…
La telefonata tra il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr…
La crisi dello Stretto di Hormuz presenta il conto più salato agli Stati Uniti, nonostante…
"La nostra Costituzione valorizza le autonomie, ci ricorda che gran parte delle materie che incidono…