L’economia circolare “si conferma la bussola del settore ambientale nel quale è previsto un piano d’investimenti di circa 1,6 miliardi di euro”. Lo afferma Iren, che ha approvato ha approvato oggi l’aggiornamento del piano industriale al 2030. Il 64% di questi investimenti è destinato allo sviluppo impiantistico connesso al trattamento rifiuti con 6 nuovi impianti su filiere innovative (trattamento di fanghi, trattamento frazione organica, smaltimento dei pannelli fotovoltaici, gestione dei RAEE, trattamento dei rifiuti liquidi, TMB) e al recupero energetico con 2 nuovi waste-to-energy e una quarta linea di potenziamento dell’impianto esistente di Torino, per permettere ai territori di raggiungere la piena autonomia nella gestione dei rifiuti urbani.
Il 36% restante è indirizzato all’attività di raccolta per lo sviluppo territoriale, attraverso consolidamenti e gare, per l’incremento della raccolta differenziata supportata dall’estensione del modello di tariffazione puntuale, per il miglioramento della qualità del servizio unitamente ad un efficientamento dei costi, attraverso l’adozione di processi di raccolta dei rifiuti urbani automatizzati.
“Questi investimenti – dice Iren – consentono l’ottenimento di un Ebitda pari a 440 milioni di euro nel 2030 (+195 milioni di euro rispetto al 2023)”.
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