“Gli scienziati ci dicono da tempo che c’è un problema, ma noi non abbiamo reagito molto velocemente finora, basti vedere i vari vertici sull’ambiente che si sono succeduti in questi 50 anni. Ora però siamo entrati nella zona rossa, vediamo le prime conseguenze. Prendiamo il Mediterraneo: la temperatura dell’acqua è di 30° tutta l’estate, ci possiamo cucinare le uova tra un po’. Il problema lo abbiamo sotto casa, il Mediterraneo è un hotspot pazzesco, ha il 30% in più di CO2 dell’Oceano, 500 parti per milione contro 300. Io lo so perché ho una macchina che analizza la C02 in mare. L’Europa non può più aspettare, deve dare l’esempio, perché se aspettiamo l’India o Trump campa cavallo”. Lo dice Giovanni Soldini riflettendo sull’approvazione della legge per il ripristino della natura e guardando con preoccupazione al futuro del Pianeta. In una intervista a la Stampa spiega ancora: “Il problema si risolve solo se ci si mette d’accordo, con regole chiare, anche costose. Bisogna accordarsi, usare la scienza e la tecnologia e fare cose intelligenti, nella giusta direzione. Senza aspettare. Anche per il discorso delle petroliere e del catrame qualcuno avrà detto “comincio io a farlo”, e poi tutti lo hanno seguito”.
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