“Certo se ci fossero stati degli invasi tutta la pioggia che è caduta e che continuerà a cadere in questi giorni sul Torinese, soprattutto in montagna, si sarebbe potuta “trattenere” ed essere poi utilizzata durante i periodi si siccità. Quella che arriverà puntuale durante i prossimi mesi e potrà essere più o meno lunga, creando poi tutta una serie di problemi di approvvigionamento”. Così Secondo Barbero, il direttore generale di Arpa Piemonte. In una intervista a La Stampa aggiunge: “Dopo l’enorme tragedia del Vajont, dove morirono migliaia di persone, si è fermato un po’ tutto il settore, soprattutto nel nord del Paese. Forse perché c’era anche un po’ di timore nel realizzare opere di una certa grandezza. Mentre in centro e al sud Italia dove la carenza di acqua è sempre stata un’emergenza, qualcosa si è costruito”. E ancora: “Sarebbe molto importante anche perché i nuovi scenari climatici impongono di trovare delle soluzioni in un tempo abbastanza breve. Come quelle di cercare di non sprecare risorse idriche fondamentali non solo per l’agricoltura, ma anche l’industria e per i consumi domestici. Per questo va ripensato il modo di gestire tutto. Non possiamo tergiversare ancora”.
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