“Come voterebbero gli italiani è difficile dirlo. Gli italiani hanno votato più di una volta contro il nucleare e credo che lo farebbero ancora. Ma non mi sbilancio in previsioni che possono essere clamorosamente smentite. Posso dire che io mi batterei in quel referendum perché il risultato fosse il medesimo già conosciuto in altre occasioni”. Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni in un’intervista a GEA. “Questo nucleare pulito di quarta generazione – ha aggiunto – nessuno sa cosa sia, al di là della propaganda e della ideologia spacciata a pieni mani in particolare dalla destra, ma non solo, anche dal Terzo polo di Calenda e Renzi. Ma ci sono cose che sappiamo molto bene: i costi sono giganteschi, stime autorevoli ci dicono che il programma nucleare annunciato più volte da Calenda costerebbe al nostro Paese tra i 300 e i 400 miliardi di euro, e non sappiamo dove li andremmo a prendere. Sappiamo che il nucleare consuma un’enorme quantità di risorsa idrica, sappiamo che i tempi di realizzazione degli impianti sono lunghissimi”. Tutto questo, secondo Fratoianni, “dovrebbe indirizzare la politica a un elemento di buon senso e pragmatismo, su soluzioni che sono più rapidamente realizzabili come l’investimento sulle rinnovabili e su filiere industriali legate al settore”.
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