Come riporta Repubblica, la spinta alle quotazioni del petrolio arriva dall’Aramco, la compagnia petrolifera pubblica dell’Arabia Saudita, che ieri ha alzato i prezzi ufficiali di vendita a livelli record. Per l’Asia, il premio sulla qualità ‘Arab Light’ nei contratti con consegna a maggio sale a 19,50 dollari sopra il prezzo OmanDubai, che è per l’appunto quello di riferimento per il mercato asiatico. Per l’Europa, il rincaro è ancora più netto: 24-30 dollari sopra il Brent, portando il costo effettivo del greggio saudita verso quota 130-140 dollari al barile, ai massimi dal 2008. È anche così che si misura la tensione sulle sorti dello Stretto di Hormuz – dove di regola passa un quinto della produzione mondiale – e a risalire si paga l’incertezza globale sulle prossime mosse dell’attacco di Usa e Israele all’Iran.
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