Il mercato del petrolio accelera la correzione, con gli investitori che continuano a ridurre il premio al rischio geopolitico incorporato nelle quotazioni. Il Brent con scadenza settembre scende sotto la soglia dei 72 dollari al barile, in calo del 4,7%, mentre il Wti con consegna ad agosto perde il 4,6% a 68,6 dollari. Ancora più marcata la flessione del Brent con scadenza agosto, meno liquido in termini di scambi, che arriva a cedere oltre il 5% nel corso della seduta. A pesare sui prezzi è soprattutto il graduale ritorno alla normalità dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il traffico marittimo lungo la principale rotta mondiale per il trasporto di greggio è in costante ripresa dopo i segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran e le esportazioni dei Paesi del Golfo hanno ormai recuperato circa il 75% dei volumi precedenti al conflitto, riducendo i timori di interruzioni prolungate dell’offerta.
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