“Rompere ora la fiducia tra governo e imprenditori è un errore incomprensibile. Si deve porre riparo”. Così Marco Nocivelli, vicepresidente di Confindustria per le Politiche Industriali e il Made in Italy, boccia il taglio dei fondi della Transizione 5.0. Come dice a La Stampa è una decisione che, “in un momento già segnato dall’instabilità geopolitica e dal caro energia, rischia di allontanare chi aveva scelto di investire in Italia invece di andare all’estero”. Confindustria non se l’aspettava: “No, siamo esterrefatti. Riteniamo che venir meno alle promesse fatte di fronte a una grande platea il 27 novembre scorso sia gravissimo, soprattutto da parte di tre ministri – Tommaso Foti, Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso – che ci avevano garantito che non ci sarebbero stati esodati del 5.0. Quella legge avrebbe dovuto terminare il 31 dicembre 2025, e molti imprenditori hanno anticipato i lavori per rientrare nelle disposizioni. Si sono fidati della parola del governo e hanno scelto di investire nel Paese. Rompere questa fiducia rischia di spingerli altrove, con conseguente perdita di posti di lavoro. Per questo è inaccettabile e bisogna porvi rimedio”.
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