Se la Germania chiede di accelerare il processo d’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, dice a La Stampa che “tre le priorità deve esserci anche l’adesione dei Paesi dei Balcani occidentali”. Perché “hanno avviato da tempo questo processo e rappresenta una questione strategica per l’Italia, in un’ottica di Mediterraneo allargato”. Detto questo, però, “l’adesione ucraina sarebbe un segnale politico importante e come FI siamo favorevoli”. Ma la Lega, invece, si dice contraria a ogni ipotesi di adesione di Kiev. “La posizione leghista è troppo rigida, non riesco proprio a comprenderla, dice Craxi. “Innanzitutto, perché dal giugno 2022 l’Ucraina ha ottenuto lo status di Paese candidato e di fatto si è avviato il processo di adesione”. E poi: “Il percorso per l’adesione di un nuovo Paese è lungo e complesso, fatto di step molto rigidi, in cui si devono verificare una serie di presupposti, in termini di Stato di diritto, di un’economia di mercato funzionale, un sistema giudiziario compatibile con gli standard comunitari e altro ancora. Tutti i capitoli, ben trentacinque, devono essere rispettati. C’è quindi una distinzione tra l’avvio di un percorso e la sua conclusione”.
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