“L’Europa si attrezzi in fretta a mettersi in proprio. Nella più benevola delle ipotesi Trump ormai è un alleato riluttante”. Lo dice Paolo Gentiloni in una intervista a La Stampa. “Il vertice Nato dell’Aja è stato contraddistinto da cadute di stile imbarazzanti, una luna di miele ridicola e già finita. Oggi è chiaro il perché”, sottolinea. Il riferimento è ai commenti deferenti del segretario generale Mark Rutte verso Trump: “Capisco che l’obiettivo principale del miele versato durante quel vertice fosse di tenere a bordo gli Stati Uniti. Trump ha incassato quel che chiedeva – ovvero una teorica dichiarazione di impegno per l’aumento delle spese fino al 5 per cento del Pil – e una settimana dopo eccolo pronto a bloccare la vendita delle armi all’Ucraina. Mi domando cosa commenterebbero alcuni repubblicani storici, come il compianto John McCain. Si è molto detto di una wake up call all’Europa. Direi che la sveglia c’è stata, ma fatichiamo ad alzarci in piedi. La situazione è grave”. E ancora: “L’Europa si trova tra due fuochi, una situazione senza precedenti da ottant’anni. Da una parte c’è l’invasione russa, che un quarto dei Paesi europei vivono come un rischio per la propria integrità territoriale: l’uscita di molti dall’accordo di Ottawa sul bando delle mine antiuomo ne è la testimonianza. Contemporaneamente gli Stati Uniti non solo si disimpegnano dall’Ucraina, ma ci sfidano sul piano economico e commerciale”.
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