“Il bombardamento alla Cattedrale della Dormizione di Kiev? Drammatico, certo. E capisco che per il resto del mondo sia una tragedia. Ma qui in Ucraina ormai viviamo in guerra da quattro anni e mezzo. E da sacerdote e da vescovo sono molto più addolorato per i cinque morti di stanotte, le ennesime vittime innocenti che non fanno più nemmeno notizia”. Così l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, dal giugno 2021 inviato da papa Francesco come Nunzio apostolico in Ucraina, in un dialogo con il Corriere della Sera. Il Nunzio è convinto che I bombardamenti non si fermano: “Non solo, ma aumentano di intensità ogni anno che passa. In questo 2026 sono peggiori e con più vittime civili di quelli del 2025, che sono stati più intensi di quelli dell’anno precedente, e così via”. E ancora: “Hanno bombardato un monastero patrimonio Unesco realizzato dai cattolici prima dello scisma e oggi frequentato soprattutto dagli ortodossi. È un dolore per tutti, senza dubbio”. Ma “non sappiamo se fosse davvero quello l’obiettivo. Ma in fondo conta poco. Ho sempre pensato che arrivare a colpire la Lavra delle Grotte fosse solo una questione di tempo. Anzi ero stupito che finora non fosse successo”.
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