“L’Ue ha espresso il rifiuto di partecipare all’operazione militare avviata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Era il minimo che potesse fare, e i nostri Paesi hanno anche rifiutato che le forze americane utilizzassero il nostro territorio per condurre i bombardamenti. Altrettanto necessario. Oggi, l’Europa deve affermare chiaramente che il cessate il fuoco non può essere un modo di risolvere i conflitti. Soprattutto se viene violato il giorno dopo la sua proclamazione. Occorre quindi pensare a un vero negoziato, nel quale l’Europa deve chiedere di essere parte attiva. Perché il futuro dello stretto di Hormuz e la situazione in Medio Oriente riguardano direttamente la nostra sicurezza e la nostra economia. L’Europa non può limitarsi a un ruolo di osservatore, ma deve condurre un’azione diplomatica per contribuire a trovare una via d’uscita al conflitto”. Lo dice Francois Hollande, capo di Stato francese dal 2012 al 2017, oggi deputato socialista con rinnovate ambizioni presidenziali, al Corriere della Sera. “L’Europa ha capito che gli Stati Uniti non garantiscono più una protezione automatica e non associano più i partner alle proprie decisioni. Finché Donald Trump sarà al potere, o finché lo saranno i repubblicani dopo Trump, bisogna accettare il fatto che gli Stati Uniti si allontanano dall’Europa. Anche quanto alla nostra stessa sicurezza”, aggiunge.
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