“C’è voluto il timore della desertificazione industriale per rendere evidente a tutti l’importanza dell’industria come presidio di democrazia, grazie alla sua capacità di generare crescita, identità, innovazione, come ha detto il presidente Orsini. Ma ora la consapevolezza è diffusa. La competizione globale si gioca sulla capacità degli Stati di avere un’industria resiliente”. Così Gianfelice Rocca, presidente del gruppo Techint. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge: “Veniamo da una ubriacatura ideologica legata alla transizione verde, senza preoccuparci della sostenibilità economica e ambientale. Questo è un fatto. Ora però la consapevolezza che questo vada corretto è diffusa. Anche all’interno della stessa Europa, come è risultato evidente dall’intervento della presidente del parlamento europeo Roberta Metsola”. Rocca poi spiega: “Se vogliamo avere un’Europa in grado di rispondere a quanto stanno facendo gli Stati Uniti da una parte e la Cina dall’altra, allora serve un’integrazione più forte. Metsola ce lo ha detto in modo chiaro, difficile darle torto. La premier Meloni ha evidenziato la necessità di eliminare le barriere interne, come già fatto in precedenza da Mario Draghi. Anche questa è una evidente necessità. Ma per fare tutto questo è necessario superare il diritto di veto e in generale intervenire sulla governance dell’Unione”.
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