“Nel corso degli ultimi anni – spiega il presidente dell’Enea, Gilberto Dialuce – si è assistito a una riduzione di queste attività perché l’opinione pubblica le ha percepite come eccessivamente rischiose per l’ambiente”. In realtà, ricorda, “queste attività si svolgono nel nostro Paese da moltissimi anni e non ci sono stati gravi incidenti con conseguenze irreversibili sull’ambiente. Tornare indietro ora è complesso perché molte compagnie sono andate all’estero a lavorare”. E quindi? “Si possono valorizzare le infrastrutture e concessioni esistenti, perché fare altri investimenti in zone come l’Alto Adriatico – dove sono concentrate le maggiori risorse da sviluppare- richiederebbe di partire con nuove infrastrutture da zero e servirebbero alcuni anni”, puntualizza Dialuce.
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