Italia e Azerbaigian sono sempre più vicine. A confermarlo sono i numeri di Sofaz, il fondo sovrano azero, che in Italia ha investito circa 3 miliardi di euro del proprio portafoglio.
Tra i nomi spuntano il 40 per cento di Italo e il 49 per cento di alcuni impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Ma i rapporti economici tra Roma e Baku guardano già oltre. Sul tavolo c’è infatti anche l’acquisizione di Italiana Petroli da parte di Socar, la compagnia energetica statale azera, completata il mese scorso.
Un’operazione che, secondo il management dell’azienda, è il risultato di una collaborazione consolidata tra i due Paesi. L’Italia, del resto, resta il principale partner commerciale dell’Azerbaigian per l’export delle risorse energetiche.
Il rafforzamento dei rapporti con Baku è una priorità per Giorgia Meloni, che a inizio maggio si è recata nella capitale azera per discutere di una strategia energetica di lungo periodo.
L’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e proteggere famiglie e imprese da eventuali shock energetici, come quelli che potrebbero derivare da tensioni internazionali e da possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz.
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