Stagione sciistica al via sulla Via Lattea: crisi climatica spinge su i prezzi

La stagione sciistica è alle porte. O meglio, dal 6 dicembre al 13 aprile, per un totale di 129 giornate, si accendono gli impianti della Via Lattea sulle montagne olimpiche di Torino. Che le condizioni metereologiche consentano di sciare, è un altro discorso. Crisi climatica, riscaldamento globale, ma anche condizioni meteo estreme sempre di più negli ultimi anni stanno condizionando la stagione dello sci tanto che il fondo britannico Icon, già proprietario della Sestrieres Spa, è dovuto correre ai riparti con investimenti mirati: nel triennio 2022-2024 sono stati stanziati circa 26,6 milioni di euro per mantenere e rinnovare il comprensorio, rinnovando gli impianti di innevamento, le seggiovie e digitalizzando il sistema di vendita skipass. Inoltre, sono state realizzate opere di compensazione e mitigazione ambientale “con l’acquisto dell’intero fabbisogno di energia elettrica prodotto al 100% da fonti rinnovabili”, come spiegato dal direttore generale della Sestrieres Luisella Bourlot.

Infine, la società che gestisce il comprensorio di 400 chilometri di piste che spazia da Sestriere alla francese Montgenèvre ha scelto di investire dieci milioni di euro per rinnovare entro l’estate 2025 l’intera rete di produzione neve della località di Sestriere, dove già da quest’inverno l’80 per cento dei pendii sarà coperto dai nuovi cannoni. L’aumento annunciato del prezzo degli ski-pass per la stagione 2024-2025 (per il secondo anno consecutivo dopo oltre otto anni di prezzi bloccati) andrà proprio a coprire parte di questo grande investimento inizialmente previsto in oltre quattro anni. Altri investimenti si prospettano sulle aree di Sauze d’Oulx, Cesana-Sansicario e Claviere e Bardonecchia.

Intanto, dal 19 ottobre all’11 novembre prenderà il via la campagna per l’acquisto promozionale degli stagionali, in Vialattea come a Bardonecchia, dato che le due società che gestiscono gli impianti sulle montagne olimpiche torinesi sono ormai ‘sorelle’. Il tesserino passerà dai 50 euro dell’inverno passato a 56 euro: sono comunque previste riduzioni fuori dei periodi di alta stagione e alcuni euro di sconto per l’acquisto online. Una novità riguarda gli abbonamenti stagionali. Resta invariata la formula dello stagionale internazionale Vialattea in vendita a 900 euro fino all’11 novembre (con riduzioni per i bambini fino a sette anni e famiglie dal 3° abbonamento in poi). Ma, in seguito all’acquisto della Colomion spa, viene lanciata anche la formula di abbonamento stagionale congiunto Vialattea-Bardonecchia: spendendo la stessa cifra si potrà scegliere di spaziare anche sui 100 chilometri di piste della località di Bardonecchia. Resterà anche la classica formula dello stagionale solo Bardonecchia al prezzo di 765 euro, sempre in promozione fino all’11 novembre. La possibilità di estensione Vialattea-Bardonecchia non sarà limitata ai possessori degli stagionali: anche chi sarà in Val Susa per una settimana potrà spaziare sui due comprensori. Con la formula del multigiornaliero (minimo sei giorni) acquistato in Vialattea si avrà la possibilità di sciare un giorno gratuitamente a Bardonecchia, e viceversa.

Sul fronte futuro, adattamento ai cambiamenti climatici è il mantra che da tempo ripete lo storico proprietario del comprensorio, e ora presidente Giovanni Brasso. “Gli studi ci dicono che il nostro sistema sta cambiando e lo sta facendo velocemente. E cosa ha sempre fatto l’uomo in passato di fronte ai cambiamenti? SI è adattato”, ha ricordato rilanciando una riflessione sul domani. “Non abbiamo più alibi, dopo 80-90 anni è fondamentale ripensare alla stagione sciistica in termini di tempo e modalità: nel 2022 il clou della neve era sceso tra fine dicembre e fine gennaio, l’anno scorso le nevicate maggiori sono avvenute a fine febbraio. E’ evidente che il trend positivo degli incassi, dettati dalla neve migliore, sia avvenuto molto dopo, a stagione quasi terminata. E quindi, perché non ripensare le date?”, si è chiesto Brasso. Anche perché, le finestre ‘fredde’ si fanno sempre più brevi per ‘sparare’ la neve, e questo comporta avere impianti “più performanti che possano innevare il più possibile nel minor tempo richiesto”.

Elena Fois

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