ENERGIA GAS FORNELLO ACCESO CONSUMO ENERGETICO CONSUMI ENERGETICI
Il prezzo dell’energia resta il problema principale per famiglie e imprese. Lo certifica, ancora una volta, Arera nella Relazione annuale. “Il Prezzo unico medio 2025 è stato di 115,9 euro al Megawattora (+7% sul 2024), il più alto tra le principali borse europee”, dice il presidente dell’Authority, Nicola Dell’Acqua. Sottolineando come nel nostro Paese i costi “restano strutturalmente superiori a quelli di Francia (61,1 euro/MWh) e Spagna (65,3 euro/MWh), per la forte dipendenza dalla generazione a gas”. La Germania, invece, paga il prezzo finale più elevato, anche se in calo di 2,2 punti percentuali su base annua.
Lo scorso anno i bonus sociali sono stati erogati a 4,3 milioni di famiglie, di cui 2,7 milioni per l’energia elettrica e 1,6 milioni per il gas. Altra novità emersa dai dati di Arera è quello relativo ai “segnali contrastanti” sul quadro energetico e ambientale, perché lo scorso anno “si è registrata un’inversione di tendenza nel mix di produzione con le rinnovabili in calo dell’1,5%, e il termoelettrico che, tornato a crescere (+5,2%), traina la crescita della produzione complessiva (+2,4%)”.
Sulle bollette, inoltre, i dati di Arera dicono che nel 2025 sono 3,2 milioni gli utenti in Maggior Tutela (10,4% del totale), 3 milioni quelli nel Servizio a Tutele Graduali (9,9%) e circa 24,3 milioni nel mercato libero (79,7%), che continua a risultare il più costoso.
Le cose non vanno meglio con il gas, visto che i consumatori domestici italiani hanno avuto un prezzo di 7 punti percentuali superiore rispetto alla media dell’Area euro. Lo scorso anno, poi, i consumi sono aumentati del 2% circa, passando da 61 a 62,1 miliardi di metri cubi, così come crescono la produzione nazionale (3 miliardi di metri cubi) e le importazioni (+3,6%). L’Algeria si conferma il primo fornitore dell’Italia, ma salgono anche gli approvvigionamenti di Gnl, che fanno registrare un +44%.
Arera mette in luce anche l’analisi sulla situazione idrica nel Paese, evidenziando che “nel 2025, la spesa media sostenuta da una famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 metri cubi, risulta a livello nazionale pari a 388 euro l’anno (2,59 euro per metro cubo consumato)”. Le perdite calano, ma restano comunque alte con il 42,5% di media nazionale, che tocca anche punte oltre il 50 al Sud e nelle Isole. Gli investimenti al 2029, però, superano quota 29 miliardi.
Per quel che riguarda i rifiuti, invece, il numero degli operatori cala a 8.152 (-19 percento) e aumentano sia la produzione (+2,3%) che la raccolta differenziata (+1%). La spesa media annua Tari stimata per un’utenza domestica tipo, cioè composta da tre componenti il nucleo famigliare in un’abitazione di superficie 100 metri quadrati, risulta pari, nel 2023, a 311 euro a livello nazionale.
Infine, nel capitolo dedicato al Teleriscaldamento, Arera certifica che il gas naturale si conferma la fonte energetica prevalente con il 70,5% del consumo energetico complessivo. Tra le altre fonti, invece, portano un contributo significativo i rifiuti (14,9%) e le bioenergie (biomasse, biogas e bioliquidi, all’11%).
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