I prezzi del gas sono scesi anche perché “l’aspettativa di una fine imminente della guerra in Ucraina ha alimentato speculazioni al ribasso sulle quotazioni. Eppure, i fondamentali non sono così rassicuranti: l’Europa va incontro a un inverno con temperature più rigide di quelle degli ultimi anni e gli attuali livelli degli stoccaggi rappresentano un elemento di criticità. A questo si aggiunge una bassa produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto dall’idroelettrico, che rende il gas difficilmente sostituibile”. Lo dice a Repubblica Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, secondo il quale “nel caso di una nuova ondata di freddo a fine inverno, con un livello troppo basso degli stoccaggi potremmo non riuscire a estrarre il metano necessario a coprire il fabbisogno giornaliero. I prezzi potrebbero tornare a salire e con loro anche le bollette”. C’è però un fattore che gioca a nostro vantaggio, assicura Tabarelli: “La decrescita felice dell’Europa frena la domanda di energia elettrica. Questo tiene calmierati i prezzi del gas, a oggi ancora una fonte imprescindibile per produrre
elettricità nel Vecchio continente”.
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