Il paradosso del Natale e le inquietudini per l’anno che verrà

C’è qualcosa di paradossale, o per lo meno di controverso, nel Natale degli italiani. Un’indagine di Coldiretti racconta che il caro bollette e, quindi, il caro prezzi ha portato otto famiglie su dieci a riciclare gli avanzi del cenone, oppure a metterli nel congelatore per consumarli più avanti. Un’altra indagine della Coldiretti rivela che una buona parte degli italiani è pronta a riutilizzare i regali ricevuti: anche qui si tratta di riciclo. Insomma, se non si tira proprio la cinghia per lo meno si sta attenti a come spendere e, soprattutto, a non sprecare. Poi, però, emergono i dati degli italiani che hanno preso d’assalto le mete turistiche all’estero e le nostre montagne, nonostante il caldo anomalo abbia reso quasi impraticabili le piste di sci: sono tantissimi e motivati a divertirsi al massimo delle possibilità. La tecnica è quella di affogare le preoccupazioni con ripetuti cin-cin.
Resta un fatto, però, che forse è ‘Il Fatto’: serve necessariamente la Manovra, ancorché controversa e con troppi intoppi, per mettere una pezza ai disagi della crisi energetica e del conseguente caro-prezzi. Il costo del gas sta scendendo, probabilmente si stabilizzerà anche quello dell’elettricità, ma l’orizzonte temporale è breve: a marzo, secondo alcuni analisti, si renderà necessario un nuovo intervento da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni per consentire alle imprese e alle famiglie di andare avanti. Tre mesi o giù di lì…
Se il 2022 viene definito un annus horribilis per lo scoppio della guerra, la crisi energetica, l’inflazione, il fallimento della Cop27, lo scandalo nel Parlamento europeo, il 2023 si preannuncia come un anno molto difficile, con indicatori al ribasso (uno su tutti: il Pil) e con previsioni non in linea con sogni e suggestioni. Gas e petrolio saranno al centro dei conciliaboli mondiali, come la necessità di dare ulteriore slancio alle rinnovabili e di fare chiarezza sulle trivellazioni nell’Adriatico. Sugli ultimi temi dipende da noi e non da altri. il nuovo codice degli appalti basterà? A naso viene da rispondere no.
Sintetizzando, perché l’anno che verrà sia meglio dell’anno che sta per chiudersi c’è bisogno di decisioni nette, trasparenza, resilienza, buona fortuna. E magari che Russia e Ucraina trovino un modo per fare la pace.

Vittorio Oreggia

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