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Colombia, ex presidente Petro: Trump è il re, riporta l’America Latina all’800

il presidente uscente (fino al 6 agosto) della Colombia Gustavo Petro fa il bilancio dei quattro anni al governo in una intervista a Il Corriere della Sera. “Sono orgoglioso di aver abbassato il livello di povertà: 7 milioni di persone ne sono uscite. Questa è l’eredità che lascio. Spero che rimanga e migliori”, dice. E ancora: “Abbiamo ridotto, anche se in misura più marginale, la disuguaglianza sociale. Siamo tra le cinque economie con le migliori prestazioni al mondo, secondo The Economist. Nella mia vita politica, che è progressista, di sinistra e persino ribelle, ho fatto mio uno slogan: l’ultimo sarà il primo”. La sconfitta alle elezioni ha una genesi per Petro: “Da Benjamin Netanyahu a Donald Trump, dal narcotrafficante ex presidente dell’Honduras graziato dal presidente Usa (Juan Orlando Hernández, ndr) a Javier Milei: tanti hanno stanziato decine di milioni di dollari per invadere la Colombia avvalendosi dell’intelligenza artificiale. L’AI uccide spiritualmente un essere umano perché non gli permette di differenziare il vero dal falso. Sarà sempre più difficile distinguere fra verità e menzogna”.
Petro poi aggiunge che “laa Cina è entrata con grande slancio. Ho firmato l’accordo sulla Via della Seta. Quello che vedo non è un’America Latina dipendente né dal Nord America, né dall’Europa, né dalla Cina. Non otterremmo granché passando da una parte all’altra. Ci siamo resi indipendenti dall’Europa attraverso una guerra contro la Spagna. Con gli Stati Uniti è stato come un karma permanente. Gli Usa non sono riusciti a comprendere le diversità dell’America Latina. Tra di noi non ci siamo mai capiti…”. Con il rischio che l’America Latina finisca sotto il controllo degli Stati Uniti: “Assolutamente sì. Ho soprannominato Trump ‘il re’. E questo ci riporta indietro di due secoli e mezzo, quando la Colombia cacciava i viceré con la forza perché non ne voleva. Per questo siamo una repubblica”.

redazione

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