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Cinque proposte della Commissione Ue contro il caro-prezzi

La Commissione europea proporrà ai governi dell’Ue di fissare un tetto al prezzo del gas russo importato insieme ad altre quattro misure contro il caro energia: dalla riduzione obbligatoria dell’uso dell’elettricità durante le ore di punta, a un tetto sulle entrate dei produttori di energia elettrica non prodotta da gas e dai combustibili fossili, passando per sostegni sotto forma di liquidità alle compagnie energetiche. È quanto ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un punto stampa, anticipando le proposte che l’esecutivo presenterà alla riunione straordinaria dei ministri dell’energia che si terrà venerdì 8 settembre a Bruxelles.

Nello specifico, la prima misura prevede di fissare un obiettivo obbligatorio per la riduzione del consumo di elettricità nelle ore di punta, quando si verificano i picchi di prezzo. “Lavoreremo a stretto contatto con gli Stati membri per raggiungere questo obiettivo”, ha assicurato la presidente. Secondo indiscrezioni del Financial Times, che ha preso visione della “bozza di proposte” in questione, il target proposto dalla Commissione sarebbe fissato al 5%. In secondo luogo, secondo la Commissione è arrivato il momento di proporre un tetto alle entrate delle compagnie “che producono elettricità a basso costo, quelle a basse emissioni di CO2 come le rinnovabili che stanno ottenendo “entrate inaspettate, che non riflettono i loro costi di produzione”. Queste entrate dovrebbero essere reindirizzate “ai più vulnerabili” così come, in terzo luogo, Bruxelles proporrà per i profitti inaspettati delle compagnie che si occupano di combustibili fossili. Gli “Stati membri dovrebbero investire queste entrate per sostenere le famiglie vulnerabili e investire in fonti energetiche pulite di produzione propria”, ha affermato la presidente. La quarta iniziativa riguarderà il sostegno alla liquidità da parte degli Stati membri per le società energeticheper far fronte alla volatilità dei mercati”. Von der Leyen ha assicurato che “aggiorneremo il nostro quadro temporaneo per consentire la rapida consegna delle garanzie statali”. In ultimo, la Commissione Ue dà infine il via libera alla proposta per un tetto al prezzo del gas importato dalla Russia “per ridurre le entrate” con cui il Cremlino sta finanziando la guerra in Ucraina. Il price-cap sul gas russo è una misura richiesta a più riprese a livello comunitario dal premier dimissionario Mario Draghi per ottenere un doppio effetto: da un lato, per affrontare il rincaro sulle bollette elettriche e far valere il potere dell’Unione Europea come principale acquirente dei combustibili fossili importati da Mosca; dall’altro, perché un tetto solo per il gas russo si tradurrebbe in una sanzione indiretta nei confronti della Russia, principale fornitore di gas all’Ue.

Dobbiamo tagliare le entrate della Russia che Putin usa per finanziare questa atroce guerra contro l’Ucraina”, ha affermato von der Leyen, compiacendosi del fatto che prima della guerra il gas russo era il 40% di tutto il gas importato. “Oggi è solo il 9% delle nostre importazioni di gas” e la Norvegia esporta più gas in Europa del Cremlino.

Nadia Bisson

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