Il 22 marzo è la Giornata dell’acqua. Istat: “Perdite disseterebbero 43 milioni di italiani”

Ogni anno nel nostro Paese si perde il 42,2% dell’acqua potabile, pari a 3,4 miliardi di metri cubi, una quantità tale da soddisfare le esigenze idriche di 43 milioni di persone per un anno intero. Con differenze sostanziali tra nord e sud. In nove regioni le perdite sono superiori al 45%, con i valori più alti in Basilicata (62,1%), Abruzzo (59,8%), Sicilia (52,5%) e Sardegna (51,3%). Di contro, tutte le regioni del Nord hanno un livello di perdite inferiore a quello nazionale, ad eccezione del Veneto (43,2%); il Friuli-Venezia Giulia, con il 42,0%, è in linea con la media italiana. In Valle d’Aosta si registra il valore minimo (23,9%), seppur in aumento di circa due punti percentuali rispetto al 2018. In circa una regione su quattro le perdite sono inferiori al 35%. I dati sono stati diffusi dall’Istat in occasione della Giornata internazionale dell’acqua che si svolge il 22 marzo, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, risultato della conferenza di Rio. Il tema di quest’anno è il legame tra acqua e cambiamenti climatici. L’obiettivo della giornata è sensibilizzare le istituzioni mondiali e l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico.

Dai dati dell’Istat emerge come in almeno 20 province si perda il 55% del volume di acqua immesso in rete. Ma non solo: più della metà dei comuni italiani (57,3%) ha perdite idriche totali uguali o superiori al 35% dei volumi immessi in rete e perdite ingenti, pari ad almeno il 55%, interessano il 25,5% dei comuni. In meno di un comune su quattro (23,8%) le perdite sono inferiori al 25%.

Le perdite rappresentano uno dei principali problemi per una gestione efficiente e sostenibile dei sistemi di approvvigionamento idrico e, benché molti gestori del servizio idrico abbiano avviato iniziative per garantire una maggiore capacità di misurazione dei consumi, secondo l’Istat la quantità di acqua dispersa in rete continua a rappresentare un volume cospicuo, quantificabile in 157 litri al giorno per abitante. Stimando un consumo pro capite pari alla media nazionale, il volume di acqua disperso nel 2020 soddisferebbe le esigenze idriche di oltre 43 milioni di persone per un intero anno.

Elena Fois

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