Difesa, Crosetto: “L’Europa ha poco tempo, metta da parte egoismi e unisca le forze”

Il tempo dell’Europa per recuperare i ritardi sulla difesa è “pochissimo” e gli egoismi vanno “messi da parte”. Da un convegno della Fondazione Giorgio Napolitano e della Luiss, Guido Crosetto sferza Bruxelles e ricorda: “nessuna nazione può superare questo momento da sola”.

Il ministro della Difesa insiste sulla necessità di superare la frammentazione tra gli Stati membri. Perché il principale ostacolo alla costruzione di una vera difesa comune, spiega, è rappresentato anche da “un po’ di egoismo nazionalista in ogni Stato” e dalla necessità di cambiare un metodo di lavoro consolidato. L’obiettivo, insiste, dovrebbe essere quello di mettere insieme, anziché contrapporre, i diversi livelli della difesa europea. “Ogni nazione è insufficiente da sola a costruire una difesa e una deterrenza europea“, osserva il ministro, mentre l’unione delle capacità dei singoli Paesi potrebbe, nelle sue parole, accrescere la capacità complessiva di difesa e deterrenza del continente. Finora, ricorda, gran parte della deterrenza europea è stata affidata alla Nato, che oggi chiede un maggiore impegno da parte degli Stati europei. È soprattutto il fattore tempo a preoccupare Crosetto. “Drammaticamente il tempo non si ferma”, dice, sottolineando che gli Stati possono acquistare armamenti, tecnologia e capacità industriali, “tutto fuorché il tempo“.

Per il ministro, il ritardo europeo riguarda la sicurezza nel suo complesso e coinvolge anche la dimensione scientifica e tecnologica. “Abbiamo pochissimo tempo”, ribadisce, evidenziando quella che definisce una “scarsa attitudine ad essere veloci” proprio mentre le esigenze di sicurezza impongono decisioni e investimenti più rapidi. La difficoltà emerge anche quando si affronta il tema della difesa a livello dell’Unione. “L’Europa dei 27, quando gli parli di difesa, diventa subito un problema”, spiega Crosetto.

Da qui la proposta di ragionare non soltanto sulla difesa dell’Unione europea, ma più in generale sulla difesa del continente, evitando che il tema venga ricondotto esclusivamente alla gestione delle esigenze industriali dei singoli Paesi. Da un anno e mezzo, rivendica il ministro, “sto parlando di difesa continentale europea”: “Se dovessimo mandare un battaglione italiano per aiutare la Lettonia invasa ci metteremo due mesi di autorizzazione burocratiche, poi probabilmente non riusciremmo ad arrivare perché non ci sarebbero i ponti o le strade dove passare. Stiamo parlando di una cosa banale, la mobilita militare europea in caso di catastrofi, su cui non siamo riusciti a fare un passo avanti”.

L’attenzione sul fianco Est dell’Europa è effettivamente altissima, ma sul nuovo allarme degli 007 tedeschi il titolare della Difesa non getta benzina sul fuoco: “L’Italia segue con attenzione le valutazioni dell’intelligence sulla sicurezza del fianco orientale europeo”, assicura, ricordando che i rapporti sul tema non sono un fenomeno recente. Il ministro ribadisce però la necessità di evitare un’escalation sul piano delle dichiarazioni pubbliche: “Alle minacce si risponde in modo serio e normalmente si risponde non pubblicamente”, afferma, spiegando che l’Italia ha cercato finora di non aumentare il livello di tensione. Nel quadro della sicurezza internazionale, secondo Crosetto Roma dovrebbe continuare a concentrarsi soprattutto sulla pacificazione dei territori al termine dei conflitti. “Noi non partecipiamo alle guerre”, afferma e richiama il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione, ricordando l’impegno delle forze armate italiane nelle missioni di stabilizzazione, dall’Afghanistan al Libano.

Nelle missioni europee, della Nato e delle Nazioni Unite, Roma vuole mantenere un ruolo internazionale significativo. Come quello che attualmente detiene in Aspides, per difendere le rotte commerciali nel Mar Rosso. Per la missione, Crosetto ha chiesto due volte a Bruxelles un potenziamento: “Pare che alcune nazioni abbiano detto che stanno valutando di inviare degli assetti”, riferisce. “Una o due nazioni stanno valutando, per cui tre navi in più sarebbero importanti.

mariaelena.ribezzo

Recent Posts

Petrolio, prezzo Brent ancora verso 100 dollari (-0,5%) e Wti -0,2% a 89,3 dollari

Il petrolio riduce le perdite dopo il forte calo delle scorse ore, con il Brent…

29 minuti ago

Gas, Ue paga transizione pigra: scorte invernali basse e prezzi elettricità alle stelle

Il caro-energia resta una delle principali preoccupazioni dell’Europa, che si avvicina all’inverno con stoccaggi di…

55 minuti ago

Petrolio, Arabia Saudita: Oleodotto Est-Ovest torna a 5,8 mln barili/giorno-3-

Sul fronte della raffinazione, tuttavia, la situazione "resta più complessa", sottolineano gli analisti di Argus.…

1 ora ago

Petrolio, Arabia Saudita: Oleodotto Est-Ovest torna a 5,8 mln barili/giorno-2-

Circa una settimana fa, fonti citate da Argus avevano indicato flussi nell’ordine di 5,5 milioni…

1 ora ago

Petrolio, Arabia Saudita: Oleodotto Est-Ovest torna a 5,8 mln barili/giorno

L’Arabia Saudita ha riportato a circa 5,8 milioni di barili al giorno i flussi attraverso…

1 ora ago

Maltempo, allerta gialla in 6 regioni: temporali sulle regioni tirreniche

Il transito di una depressione sul Tirreno porterà un peggioramento sulle regioni centrali tirreniche con…

2 ore ago