Hormuz, fertilizzanti e sicurezza alimentare: Italia-Fao-Med9 lanciano Coalizione di Roma

Oltre quaranta, tra Paesi e Organizzazioni, coordinati dai ministri degli Esteri italiano e croato, Antonio Tajani e Gordan Grlic-Radman (presidente di turno del Med9) e dal Direttore Generale della Fao, Qu Dongyu, si riuniscono per cercare un coordinamento politico sulla sicurezza alimentare e l’accesso dei fertilizzanti dallo Stretto di Hormuz e lanciano la ‘Coalizione di Roma’. Tra loro, ci sono anche il Consiglio di Cooperazione del Golfo e la Lega Araba.

Il mondo vuole sincronizzare le risposte operative, promuovendo “misure di mitigazione”, spiega la Farnesina, per garantire la continuità delle forniture alimentari e dei fertilizzanti. Si guarda in particolare agli impatti sui Paesi più vulnerabili e alle ricadute sulla stabilità economica e sociale globale, visto che l’escalation in Medio Oriente ha portato a un deterioramento della situazione umanitaria, con 24,6 milioni di persone sfollate.

La Fao individua alcune strategie, come il sostegno ai Paesi che dipendono dalle importazioni alimentari: per questo, alla riunione si collega anche il sottosegretario generale dell’Onu e direttore esecutivo di Unops (Ufficio per i Servizi di Progetto), Jorge Moreira da Silva, a guida della task force dedicata alle implicazioni delle tensioni nello Stretto di Hormuz sulla sicurezza alimentare e sui mercati agricoli internazionali.

“Il nostro messaggio oggi è molto chiaro: dobbiamo rafforzare la nostra cooperazione e fare del Mediterraneo un’area di pace, stabilità e crescita“, spiega Tajani aprendo i lavori. L’idea di organizzare questo incontro è nata durante l’ultima riunione ministeriale del Mediterraneo, che si è tenuta a Spalato lo scorso aprile. Per il vicepremier italiano, il formato è “una buona soluzione per rafforzare il dialogo tra i paesi della regione del Mediterraneo allargato e del Medio Oriente“. La proposta del titolare della Farnesina è di renderlo permanente. Le tensioni nel Golfo non sono una questione regionale, ma uno “shock globale”, osserva Tajani, dicendosi “molto preoccupato per le ripercussioni sul commercio e sui prezzi dell’energia, ma anche per l’impatto della crisi sulla sicurezza alimentare e sui fertilizzanti”. Circa il 30% del commercio mondiale di fertilizzanti transita attraverso lo Stretto di Hormuz: il blocco “sta provocando conseguenze enormi”, scandisce il ministro, sottolineando un aumento dei costi di trasporto e assicurazione, con una forte pressione sull’accessibilità economica del cibo a livello globale. Anche i prezzi dei fertilizzanti stanno aumentando e sono essenziali per l’agricoltura, pesando immensamente sulle regioni più fragili, come il Sudan, dove l’agricoltura è “cruciale per la stabilità e questa crisi potrebbe creare nuove tensioni e nuovi flussi migratori”, avverte il vicepremier.

Domani il ministro degli Esteri vedrà il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, che incontrerà anche la premier, Giorgia Meloni, e che oggi ha incontrato Leone XIV. In attesa di un riavvio dei negoziati Usa-Iran, che porti anche a una soluzione nello Stretto di Hormuz, le priorità per Tajani sono chiare: “Diversificazione delle catene di approvvigionamento, investimenti nelle infrastrutture, una logistica più affidabile e prevedibile. E il presupposto fondamentale è la pace, ovviamente. Stiamo lavorando alacremente per promuovere il dialogo ovunque”.

La riunione è stata un primo momento di confronto politico ad alto livello per discutere di possibili linee d’azione comuni, promuovere partenariati rafforzati e sostenere un approccio multilaterale alle sfide emergenti. Un’iniziativa nel solco del formato MED9++ per valorizzare il ruolo del Mediterraneo allargato come spazio strategico di dialogo, cooperazione e convergenza tra Europa, mondo arabo e Balcani occidentali.

mariaelena.ribezzo

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