Vajont, 60 anni fa la tragedia. Mattarella: “Occuparsi dell’ambiente è garanzia di vita”

Il disastro del Vajont sessanta anni dopo è ancora una ferita aperta, una tragedia che continua a interrogare le coscienze di un Paese fragile, sempre sull’orlo dell’evento estremo, che piange spesso sulla strage annunciata.

Quasi duemila vittime in un giorno solo, nella più grande tragedia della storia repubblicana. La sera del 9 ottobre 1963 una frana precipita dal pendio del Monte Toc nelle acque del neo-bacino idroelettrico al confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. La tracimazione dell’acqua dell’invaso coinvolge prima i paesi più vicini alla riva del lago, Erto e Casso, poi l’onda generata provoca l’inondazione e distruzione dei comuni a fondovalle, tra cui Longarone.

“La frana, la sparizione, nel nulla, di un ambiente, di un territorio, di tante persone. La cancellazione della vita”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ripercorre l’orrore e “i tormenti” che ancora scuotono la nazione. Chiede uno sforzo: “Immaginare di specchiarci anzitutto negli occhi di coloro che non ci sono più; che, quando giunsero gli alpini, non c’erano più. Negli occhi dei soccorritori. Negli sguardi severi dei sopravvissuti. Negli occhi di chi oggi è, qui, depositario di questi territori. Per poter dire che la Repubblica non ha dimenticato”, garantisce. La lezione da trarre, scandisce il capo dello Stato, è quindi “riuscire ad assicurare condizioni di sicurezza e garanzia di giustizia. Perché occuparsi dell’ambiente, rispettarlo, è garanzia di vita”.

La piaga resta un “monito“, conferma la premier, Giorgia Meloni, che parla di una tragedia che “poteva e doveva essere evitata“. Non dimenticare “quanto è costata l’irresponsabilità umana” è un dovere, perché la Comunità, osserva, “era pienamente consapevole dei rischi, ma rimase inascoltata“. In memoria di quella tragedia, la presidente del Consiglio garantisce impegno “affinché eventi simili non si ripetano mai più. Nel ricordo delle vittime del Vajont continueremo a lavorare per un’Italia più sicura“, promette.

La lezione è sempre attuale anche per il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto: “La cura del territorio, sempre più impattato dai cambiamenti climatici, è una priorità assoluta: un traguardo che si raggiunge solo con infrastrutture sicure, utili, compatibili con l’ambiente e le necessità di adattamento dei nostri territori”, afferma. “Dobbiamo tutti saper trovare motivo per riflettere – fa eco il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci -, per avanzare le necessarie proposte, fissare e raggiungere gli obiettivi prioritari nella tutela e nella gestione del territorio“.

Chiara Troiano

Recent Posts

Incendi, rogo a Cairo Montenotte: 4 evacuati

Un incendio boschivo sta interessando il comune di Cairo Montenotte, in località Chinelli. Il canadair…

2 ore ago

Ex Ilva, avanti la cordata italiana: Federacciai presenta la manifestazione di interesse

Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai – Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha presentato la manifestazione…

2 ore ago

Ex Ilva, Federacciai presenta manifestazione di interesse

Come preannunciato nei giorni scorsi, Federacciai – Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha presentato la manifestazione…

3 ore ago

Carburanti, vola il gasolio. Imprese: “Misure governo inefficaci”. Gestori: “Speculazioni evidenti”

Il miraggio di un sollievo economico sui carburanti per famiglie e imprese italiane si è…

3 ore ago

Carburanti, Fegica: Sistema formazione prezzi è opaco e non trasparente

“Il problema della formazione del prezzo dei carburanti è fuori controllo. Nessuno ha la possibilità,…

4 ore ago

Carburanti, Fegica: Prezzi fuori controllo, speculazioni sotto occhi di tutti

“La situazione è sotto gli occhi di tutti. Nonostante il taglio delle accise, almeno sul…

4 ore ago