L’agricoltura di precisione diventa davvero green grazie a nuovi sensori biodegredabili

Le risorse idriche e di terra sempre più limitate hanno ispirato lo sviluppo dell’agricoltura di precisione: l’uso della tecnologia di telerilevamento per monitorare i dati ambientali dell’aria e del suolo in tempo reale, per aiutare a ottimizzare la produzione delle colture. Ora, in uno studio recentemente pubblicato su Advanced Sustainable Systems, i ricercatori dell’Università di Osaka hanno sviluppato una tecnologia di rilevamento dell’umidità del suolo alimentata in modalità wireless che è in gran parte biodegradabile e quindi può essere installata in alte densità. Questo lavoro rappresenta un’importante pietra miliare per eliminare i restanti ostacoli tecnici all’agricoltura di precisione, come lo smaltimento sicuro dei dispositivi di rilevamento usati.

I droni e i satelliti possono acquisire molte informazioni, ma non sono ideali per dedurre i livelli di umidità del suolo. Per una raccolta dati ottimale, i dispositivi di rilevamento devono essere installati a livello del suolo ad alta densità. Se i sensori non sono biodegradabili, devono essere raccolti alla fine della loro vita utile, il che può richiedere molto lavoro e renderli poco pratici. L’obiettivo di questo studio è quello di unire la funzionalità elettronica e la biodegradabilità in un’unica tecnologia.

“Il nostro sistema comprende diversi sensori, un alimentatore wireless e una termocamera per l’acquisizione e la trasmissione dei dati di rilevamento e localizzazione”, spiega Takaaki Kasuga, autore principale dello studio. “I componenti all’interno del suolo sono in gran parte eco-compatibili e sono costituiti da un substrato di nanocarta, un rivestimento protettivo di cera naturale, un riscaldatore di carbonio e linee conduttrici di stagno”.

Questo lavoro ha il potenziale per ottimizzare l’agricoltura di precisione. Massimizzare le prestazioni della tecnologia dei ricercatori in condizioni non ideali (come posizioni e angoli irregolari dei sensori su terreni accidentati) e possibilmente per altre metriche ambientali del suolo oltre ai livelli di umidità, potrebbe facilitare l’adozione diffusa da parte della comunità agricola globale.

Elena Fois

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