US President Donald Trump departs after addressing a joint session of Congress in the House Chamber of the US Capitol in Washington, DC, on March 4, 2025. (Photo by ALLISON ROBBERT / AFP)
Israele e Libano hanno concordato “l’attuazione di un cessate il fuoco”, subordinato alla “cessazione completa” degli attacchi di Hezbollah e all’allontanamento di tutti i suoi membri dal Libano meridionale. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta rilasciata dopo l’ultimo ciclo di colloqui mediati dagli Stati Uniti. L’accordo giunge dopo che il governo israeliano ha minacciato di intensificare le sue azioni in Libano, una mossa che rischia di far deragliare i colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il cessate il fuoco in corso è stato ripetutamente violato, con Israele e Hezbollah che hanno continuato a scambiarsi attacchi. I colloqui di mercoledì sono durati quasi nove ore e hanno fatto seguito a un’intera giornata di discussioni tenutasi martedì presso il Dipartimento di Stato americano.
Israele e Libano “hanno concordato di riprendere i colloqui politici e di sicurezza nella settimana del 22 giugno, al fine di raggiungere un accordo globale”, si legge nella dichiarazione congiunta, che sottolinea come gli Stati Uniti “abbiano accettato nel frattempo di continuare a facilitare la comunicazione tra le parti”.
Le due parti, che non intrattengono relazioni diplomatiche formali, hanno inoltre concordato di creare delle “zone pilota” in cui le forze armate libanesi “assumeranno il controllo esclusivo del territorio, escludendo qualsiasi attore non statale”. “Israele ha ribadito che la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere raggiunti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento delle sue infrastrutture in tutto il Libano”, spiega il testo. Gli Stati Uniti hanno sottolineato la loro intenzione di sostenere le forze armate libanesi, “con l’obiettivo di migliorarne le capacità e consentire l’effettivo esercizio della sovranità su tutto il territorio libanese”.
Lato Usa, intanto, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione per limitare i poteri di guerra di Donald Trump in Iran, che ora dovrà essere ratificato da entrambe le camere, ma non verrà inviato al presidente per la firma. La votazione si è conclusa con 215 voti a favore e 208 contrari, con i deputati repubblicani Thomas Massie, Brian Fitzpatrick, Tom Barrett e Warren Davidson che hanno votato a favore. La mozione che obbligherebbe Trump a chiedere l’approvazione del Congresso o a ritirare le forze statunitensi. “Dopo ripetuti tentativi di convincere i lacchè della Camera a maggioranza repubblicana ad unirsi a noi, i democratici della Camera hanno approvato oggi con successo la nostra risoluzione sui poteri di guerra per difendere il popolo americano e chiedere conto a Donald Trump” hanno dichiarato in una nota congiunta i tre principali esponenti democratici della Camera: Hakeem Jeffries di New York, Katherine Clark del Massachusetts e Pete Aguilar della California. “Ora è il momento che i repubblicani del Senato facciano la cosa giusta”. L’impatto del voto è in gran parte simbolico, poiché non è chiaro se la versione della Camera, che è una risoluzione congiunta e non necessita della firma del presidente, abbia forza di legge, anche se dovesse essere approvata dal Senato.
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