La Nato ora ha un ulteriore problema da affrontare: la disponibilità di carburante in Europa per i caccia militari. Lo riporta il Corriere della Sera, evidenziando come il cherosene che sta facendo lievitare i prezzi dei biglietti aerei e che rischia di mandare in fumo le vacanze di milioni di europei — il jet fuel costa il doppio con lo scoppio del conflitto nel Golfo Persico e rischia di scarseggiare perché la chiusura dello Stretto di Hormuz ha interrotto le importazioni — è lo stesso che alimenta gli F-16 belgi, i Typhoon tedeschi, i Rafale francesi. Ed è quello che rifornisce le basi americane disseminate sul continente, da Ramstein in Germania ad Aviano in Italia. Lo ricorda al quotidiano milanese Michelle Brouhard, capo di Policy and Geopolitical Risk di Kpler. Il cuore del problema è ‘architettonico’. Le basi militari americane in Europa non vengono rifornite con carburante spedito dagli Stati Uniti. “Attraverso la Defense Logistics Agency, le forze armate Usa acquistano il jet fuel dagli stessi fornitori commerciali (Shell, Bp, TotalEnergies) che riforniscono le compagnie aeree”, ricorda l’analista. Attingono agli stessi depositi, scorrono attraverso le stesse tubature. Non esiste una riserva militare americana separata in Europa per le operazioni quotidiane. Quando le scorte civili di cherosene scendono, calano anche quelle per i jet militari.
“Nessun entusiasta della Russia avrebbe mai immaginato che l'armata del generale Inverno, che ha combattuto…
"Le finanze russe, la produzione russa è ciò che va fermato se dobbiamo fermare Putin".…
"Quando la Russia ha dei soldi dice sempre «no» alla diplomazia. E questo è un…
Putin "è il paziente zero, quello da cui quest'idea della guerra continua a diffondersi ovunque.…
"Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato 'questa guerra ridicola e infinita contro l'Ucraina deve…
“Stamattina ho letto il post del presidente Trump su Truth Social. Il presidente ha scritto…