“Se l’Europa risponde ai dazi in modo meccanico, Trump raddoppierà. Serve una strategia chirurgica, non una guerra commerciale”. Lo dice Kenneth Rogoff, professore ad Harvard ed ex capo economista del Fondo monetario internazionale. In un colloquio con La Stampa spiega: “Su archi temporali molto lunghi le mappe geopolitiche cambiano. Molti politologi sostengono che la Cina amplierà la propria influenza in Asia; allo stesso modo, non è difficile immaginare un ruolo crescente degli Stati Uniti in Groenlandia nel corso di un secolo. Il problema è il metodo. Trump affronta questi temi in modo rozzo e brutale, volutamente divisivo, probabilmente come tattica negoziale. È un approccio che massimizza il disordine, crea frizioni all’interno della Nato e aumenta la discordia”. E ancora: “Non credo a una minaccia militare. Non penso sia nell’interesse degli Stati Uniti. Trump è imprevedibile, certo, e può agire in molti modi al di sotto della soglia militare. Ma sono convinto che, se non fosse venuto al World Economic Forum, questa crisi non sarebbe esplosa proprio ora. Il tempismo non è casuale. E questo gli europei non lo hanno ancora capito del tutto”.
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