“Il presidente Trump aveva detto che ci sarebbero volute 24 ore per capire se la tregua avrebbe retto. Ora vedremo se sarà così. Se gli atti ostili tra Israele e Iran continueranno a essere come nelle ultime ore di bassa intensità, senza provocare ulteriori fiammate, allora ci troveremo davanti a un’opportunità irripetibile per fermare questo conflitto e garantire pace e stabilità all’intera area”. Così il generale di corpo d’armata Giovanni Maria Iannucci, già comandante dei parà della Folgore, da gennaio nuovo capo del Covi, il Comando operativo di vertice interforze, l’organismo che dirige le operazioni dei quasi 8 mila militari italiani delle 39 missioni all’estero. In una intervista a Il Corriere della Sera spiega: “L’attività nelle zone più esposte è aggiornata di continuo, la sicurezza dei nostri militari è la nostra priorità. Anzi, il nostro assillo. Il ministro Crosetto, il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Portolano e noi del Covi su questo punto non dormiamo la notte”. Poi su Hormuz: “Lì ci passano ogni giorno 20 milioni di barili di greggio. Se chiude Hormuz, sarà il mondo a dover intervenire”.
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