“Come abbiamo già puntualizzato siamo fiduciosi che si separino le responsabilità penali dalle voci di corridoio. Per il resto mi asterrò dal commentare”. Lo dice al Corriere della Sera il presidente dell’Associazione magistrati contabili, Donato Centrone, commentando gli ultimi risvolti relativi al Ponte sullo Stretto. “Come associazione dei magistrati contabili abbiamo un codice deontologico ma non vi è una vera e propria regolamentazione autonoma su questioni disciplinari”. E ancora: “Diciamo che è un argomento sul quale c’è convergenza con l’esecutivo. Il tema disciplinare è inserito nella nuova legge di riforma e, a mio avviso, sarebbe auspicabile attuarlo al più presto e con determinazione”. Infine, sulla una permeabilità dei magistrati contabili a esigenze di lobbying Centrone replica così: “Direi di no. È la ragione per la quale mi auguro che il governo rifletta meglio sulla riforma che ci riguarda: la Corte dei conti ne uscirebbe indebolita nella propria indipendenza e trasformata in peggio. Solo a titolo di esempio: il rafforzamento previsto dei poteri di coordinamento del procuratore generale ‘gerarchizza’ l’istituzione e ridimensiona le garanzie degli indagati. Vale la pena ricordare, infine, che i cittadini si sono espressi a favore dell’autonomia della magistratura nel referendum dello scorso marzo”.
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