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Ex Ilva, operaio muore durante controllo. Sindacati in sciopero: “Non è fatalità”

Un operaio di 46 anni è morto all’ex Ilva di Taranto, precipitando da un’altezza di 8 metri mentre stava controllando delle valvole. La tragedia riaccende i riflettori sull’ex colosso della siderurgia italiana e i sindacati dei metalmeccanici proclamano 24 ore di sciopero immediato in tutte le sedi, chiedendo a gran voce che il governo acceleri sul rilancio.

Claudio Salamida, si chiamava così il lavoratore che ha perso la vita nell’incidente dell’Acciaieria 2, su cui la struttura commissariale di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (che esprime cordoglio alla famiglia) assicura di aver attivato “tutte le verifiche necessarie per accertare la dinamica dei fatti”, confermando “la piena disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a far luce sull’accaduto”. Anche dal governo arriva il “profondo cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi di Salamida”, attraverso la nota del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Che ha presieduto, al termine del Cdm, una riunione assieme ai ministri del Tavolo interministeriale sull’ex Ilva, ribadendo “l’impegno del governo per rafforzare la sicurezza sul lavoro, in linea col recente decreto legge, affinché condizioni di piena tutela siano sempre prioritariamente garantite”.

Intanto, Fiom, Uilm e Fim Cisl decidono di incrociare immediatamente le braccia per 24 ore. “Il problema è tutt’altro che risolto”, tuona la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese. “È l’ulteriore perdita insopportabile di vite umane che si somma al sacrificio di questi lunghi anni e pone l’accento sull’emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza”, rincara la dose il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.

Alza la voce anche Fim Cisl: “E’ un fatto di una gravità estrema che non può e non deve essere archiviato come una tragica fatalità”, affermano in una nota congiunta il segretario generale, Ferdinando Uliano, e il segretario nazionale, Valerio d’Alò.. Duro anche il commento della Fiom: “E’ una tragedia che doveva essere evitata, ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate”, lamentano il segretario generale, Michele De Palma, e il coordinatore nazionale siderurgia dei metalmeccanici Cgil, Loris Scarpa, ritenendo “inaccettabile l’infortunio mortale all’ex Ilva a Taranto”. Per il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, poi, “colpisce e indigna che una tragedia di questa gravità si sia verificata in un impianto da anni sottoposto a controlli continui, prescrizioni stringenti e a un livello di vigilanza (teoricamente) tra i più elevati del Paese. Questo rende l’accaduto ancora più grave”.

Cordoglio per la morte di Salamida arriva anche dalle istituzioni locali. Per il neo presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro “il cordoglio non basta”, per questo chiede “con forza che si metta immediatamente in campo un piano straordinario di manutenzione e risanamento”, perché “in queste condizioni – avverte – l’acciaieria non ha futuro”.

L’incidente mortale all’ex Ilva unisce anche la politica. La presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo (Pd), invita il governo “ad accelerare i tempi per mettere in pratica, con i decreti, le poche e insufficienti novità del decreto Sicurezza sul lavoro e discutere insieme, in Parlamento”. Il senatore leghista e segretario del Carroccio in Puglia, Roberto Marti, esprime “sgomento e profondo cordoglio per la tragica morte dell’operaio” di 46 anni: “E’ necessario accertare con precisione la dinamica dei fatti e le cause del cedimento del grigliato”. Da Forza Italia è la deputata, Chiara Tenerini, a chiedere “serietà e attenzione alle condizioni reali in cui si lavora, soprattutto in contesti industriali complessi”.

Per il senatore di Avs, Tino Magni, occorre fare “piena luce per chiarire la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità”. Mentre i Cinquestelle, che presentano un’interrogazione alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, ricordano che “la grave situazione in cui versano gli impianti non è più rinviabile”. Profondo cordoglio lo esprime anche il deputato pugliese di FdI, Giovanni Maiorano: “Questa tragica vicenda ci impone ancora di più una profonda riflessione sull’importanza della sicurezza sul lavoro, tema cruciale per il governo Meloni”. Infine, Annamaria Furlan, senatrice di Iv, dà pieno sostegno ai sindacati: “La sicurezza sul lavoro non può essere considerata una variabile secondaria né rinviabile. È evidente che occorra fare molto di più per tutelare l’incolumità dei lavoratori”.

Elena Fois

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