“Il JCPOA, se lo guardiamo oggi, ci rende profondamente orgogliosi di ciò che abbiamo fatto come europei. Ricordiamoci sempre che furono gli Stati Uniti a chiedere all’Alto rappresentante dell’Unione europea di allora di seguire la mediazione tra Stati Uniti e Iran per arrivare all’accordo sul nucleare. Tuttavia, quando andiamo nei paesi del Golfo, sebbene possa non essere condivisibile, è comprensibile quando ti dicono: ‘Voi avete fatto l’accordo sul nucleare ma non avete ragionato di missili balistici, droni e proxy, e così l’Iran si è sentita autorizzata a sviluppare tutto il resto dei programmi che oggi ci stanno colpendo’. Lo dicono anche perché all’epoca non abbiamo coinvolto nei negoziati nessuno dei sei paesi della regione. Questo argomento è centrale nella discussione: dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato nei negoziati futuri. Per questo è chiaro che non debbano essere solo Qatar, Oman e Arabia Saudita a mediare tra Iran e Stati Uniti, ma serve un protagonismo regionale nella mediazione, affinché abbiano piena consapevolezza e diano supporto politico a qualsiasi soluzione per la pace nella regione”. Lo dice Luigi di Maio, Rappresentante Speciale dell’Unione europea per la Regione del Golfo, in audizione in Commissione Esteri della Camera sulla crisi nel Golfo Persico e sugli equilibri geopolitici in Medio Oriente.
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