“Per ottenere dazi al 15%, in un momento in cui il dollaro è debole, e per mantenere il 50% sull’acciaio, l’Europa pagherà 750 miliardi in acquisti energetici in tre anni e 600 miliardi in investimenti”. Lo dice Barbara Beltrame Giacomello, presidente della Confindustria provinciale di Vicxenza. “Ancora una volta, von der Leyen non si è dimostrata all’altezza, scegliendo di rendere competitivi gli altri. Ma l’Europa deve darsi una scossa”, spiega a La Stampa. La preoccupazione è per la resistenza delle imprese vicentine: “Nell’industria vicentina c’è veramente di tutto, ma tutti i settori sono in pericolo, ogni filiera rischia di essere investita in pieno. E l’impatto, a Vicenza, può essere devastante: parliamo della prima provincia del Paese per export pro capite. Quindi, paradossalmente, la varietà è l’opposto di una tutela per la nostra economia”. E ancora: “Ci aspetteremmo anche un’Ue arrabbiata e cattiva. Lavorare a queste condizioni significa vedere chiudere tutte le nostre aziende, lasciare a casa milioni di persone. Lavorare così significa andare al collasso”. In concreto a Bruxelles viene chiesta “l”attuazione del piano Draghi: esiste, non vedo perché non andare in quella direzione. Questa è una missione per l’Unione Europea, fare trattative Paese per Paese sarebbe ridicolo. E quindi dall’Europa mi attendo una risposta reale. E, dal nostro governo, che batta ogni strada per convincere von der Leyen a essere più incisiva con Trump”.
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