Costi più che raddoppiati e quasi un ventennio di ritardo per la realizzazione. Sono le contestazioni della Corte dei conti dell’Unione europea al progetto della Tav Torino-Lione che emergono dalla relazione sui mega progetti comunitari nel settore dei trasporti. Ne dà notizia La Stampa, sottolineando che negli ultimi sei anni i costi sono cresciuti del 23% e, rispetto all’inaugurazione nel 2015 prevista dal progetto iniziale, ora è slittata al 2033. Gli auditor dell’Ue, che cinque anni fa descrivevano il raggiungimento dell’obiettivo di completare la rete transeuropea dei trasporti (Ten-T) entro il 2030 come “improbabile”, hanno modificato la propria valutazione a un netto “impossibile”.
“Le infrastrutture faro nel settore dei trasporti dovrebbero contribuire a ridefinire l’Europa, ad avvicinare le persone e a facilitare le attività economiche”, dice Annemie Turtelboom, il membro della Corte responsabile della relazione di aggiornamento. “Ma a distanza di trent’anni dalla loro prima progettazione, siamo ancora molto lontani dall’inaugurazione di questi progetti e dal raggiungimento dei miglioramenti prefissati in termini di flussi di merci e di passeggeri in tutta Europa”.
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