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Pil, Pataunelli (M5S): Meloni nasconde crisi, per lei colpa sempre di altri-rpt-

—ripetizione con titolo corretto—

“Noi non stiamo festeggiando, siamo molto preoccupati per il Paese”, avverte Stefano Patuanelli, ex ministro dello Sviluppo e vicepresidente del M5S, in un dialogo con Repubblica. “A noi interessa poco dire che sono stati incapaci, a quello ci pensano i numeri. Però un dato mi sembra oggettivo: siamo di fronte a un esecutivo che non ha la minima idea di come affrontare una crisi economica profonda che rischia di devastare il nostro tessuto sociale”. E ancora sulle conseguenze dello sforamento del 3%: “Quella immediata è non poter attivare le clausole di salvaguardia per gli impegni presi in sede Nato: significa non poter scorporare le spese militari dal rapporto deficit/Pil e avere margini risicatissimi per la prossima manovra finanziaria”. Potrebbe rendersi necessario uno scostamento di bilancio: “La settimana scorsa, a una mia interrogazione, il ministro del Tesoro ha risposto esattamente questo: se l’obiettivo non verrà raggiunto, come oggi è accaduto, avrebbe dovuto procedere con lo scostamento proprio per far fronte agli impegni Nato. Questo governo verrà ricordato per aver aumentato deficit e debito pubblico non per la sanità, per la scuola o per il dissesto idrogeologico, ma per le armi”. Infine sulla proroga del taglio delle accise che scade il 1° maggio: “Conoscendo le dinamiche del Mef e della Ragioneria, le risorse per finanziare quel taglio a mio avviso le troveranno. Anche perché, essendo aumentato il prezzo della benzina, c’è un maggior gettito Iva. Stiamo parlando di qualche centinaio di milioni: non credo che non abbiano riserve per una misura che è assolutamente necessaria. Dopodiché da mesi noi chiediamo di tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche, che a questo punto mi pare non solo doveroso, ma indispensabile”.
Da Patuanelli arriva una stoccata alla premier: “Per Meloni non è mai colpa sua. Adesso è il turno dell’Istat, che però è allineato con tutti gli altri istituti, anche europei. Quando l’attuale governo si è insediato l’Italia era un Paese sano: l’hanno riportato all’ultimo posto in classifica per la crescita. E non oso pensare cosa accadrà quando non ci sarà più il Pnrr. L’unica nota positiva è che, per allora, a Palazzo Chigi non ci saranno più loro”.

redazione

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