“Gli attacchi alle raffinerie stanno creando problemi sul mercato interno della benzina, mentre per il diesel la situazione è meno critica. In estate il consumo di benzina cresce perché sempre più persone vanno in vacanza in automobile, anche a causa della chiusura di molti aeroporti nel sud della Russia. La domanda aumenta, proprio mentre molte raffinerie sono ferme per riparazioni. C’è quindi il rischio di una carenza di benzina, ma per ora non si osserva una penuria grave, a eccezione della Crimea e delle nuove regioni del Donbass, dove l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro la logistica. Il governo cerca di evitare carenze attraverso il divieto di esportazione della benzina, l’azzeramento dei dazi sulle importazioni e aumentando le forniture dalle raffinerie bielorusse”. Lo dice in un colloquio con Repubblica Igor Yushkov, professore all’Università Finanziaria del Governo della Federazione Russa e analista del Fondo Nazionale per la Sicurezza
Energetica. “Gli attacchi comportano costi aggiuntivi, tra spese in riparazioni e periodi di fermo nei quali gli impianti non producono e non vendono. Sono problemi aggravati dalle sanzioni. Dal 2022 l’Ue ha vietato la fornitura alla Russia di attrezzature per riparare e modernizzare le raffinerie, rendendo gli interventi più cari”, aggiunge.
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