Come riporta il Corriere della Sera, tre cardinali della Chiesa americana, gli arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, hanno diffuso ieri un comunicato che critica con durezza la politica estera dell’amministrazione Trump: “Il ruolo morale del nostro Paese nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e la libertà religiosa, è sotto esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità ora e in futuro, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive”. I cardinali Blase Cupich (Chicago), Robert McElroy (Washington) e Joseph Tobin (Newark) premettono che “nel 2026 gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda”. Poi evidenziano: “Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e il significato della pace. I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono fin troppo fragili in un mondo di conflitti sempre più intensi. Il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati”.
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