Il tentativo di annullare completamente l’impatto del caro energia “sui redditi da lavoro e da capitale
sarebbe vano e finirebbe inevitabilmente per avere ripercussioni sull’inflazione. Per prevenire questo esito, la politica di bilancio può ridistribuire gli effetti dello shock tra consumatori, fattori produttivi, generazioni presenti e future, con interventi mirati e temporanei a sostegno delle famiglie e delle imprese più colpite”, ha detto Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia al convegno Il molteplice ruolo delle Banche Centrali: le nuove frontiere della politica monetaria”, evento organizzato dalla Fondazione CESIFIN – Alberto Predieri e dall’EUI – European University Institute. “Se tuttavia si decidesse di far pesare la redistribuzione soprattutto sulle generazioni future essenzialmente con l’emissione di debito pubblico, si rischierebbe di caricare queste ultime di oneri ingiusti e di alimentare ulteriormente l’inflazione attuale e attesa. Per l’Italia – continua Visco – , ciò comporterebbe anche il rischio di far deragliare il debito pubblico dal percorso di rientro, in rapporto al prodotto, iniziato lo scorso anno – un percorso necessario per preservare la possibilità di ritorno a una crescita economica forte e duratura”.
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