“Sono esplosi il Reno, l’Aposa, il Ravone, i fiumi che in città sono stati tombati, ed è stato uno sbaglio. Ma prima ancora di questo, si ignora che il rischio alluvioni va affrontato con la combinazione tra la radar meteorologia avanzata e l’idrologia di bacino. È possibile, ma non viene fatto”. Così Franco Prodi, 83 anni, fisico dell’atmosfera, pioniere della ricerca sui fenomeni estremi, che ha insegnato a Ferrara e diretto l’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr. In una intervista a il Corriere della Sera aggiunge: “L’acqua è nell’atmosfera, si può vedere, calcolare e misurare. I modelli tecnologici più avanzati ci dicono dove sarà l’esondazione e c’è un po’ di tempo per saperlo prima. Una recente ricerca inglese ha concluso che il 95% della popolazione si può avvisare con i cellulari, allarmi che possono salvare vite umane, ma anche togliere in tempo beni da cantine e sottoscala”.
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Presidente Giorgia Meloni, del Ministro delle infrastrutture e…
"Nei giorni scorsi, in vari articoli, ho letto ricostruzioni un po’ semplificate e lontane dalla…
Un forte terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito la regione cinese del Tibet nella tarda…
L’imprenditore italo-marocchino Abderrahim Naji ha vinto il “Premio Piano Mattei Africa” nell’ambito di “Visioni Made…
Risorse e “non promesse”. Giorgia Meloni spiega così la scelta del governo di varare un…
La fiducia dei consumatori peggiora a ottobre sia nell’Unione europea sia nell’area euro. Secondo la…